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Attività nelle Carceri e in Area Penale

Progetto di arteterapia nel carcere contro la violenza di genere: Le donne nell’arte

Un progetto di arteterapia dedicato all’universo femminile per i detenuti del Carcere Minorile di Firenze

Grazie al supporto dell’Istituto Penale Minorile (IPM) di Firenze e al finanziamento della Fondazione Carlo Marchi, il 2020 si aprirà con un progetto di arteterapia dedicato alle donne e all’arte, con un focus sulla violenza di genere. Il progetto prevede l’istituzione di un nuovo laboratorio artistico e arteterapeutico all’interno del Carcere, della durata di un anno, rivolto ai detenuti della struttura (attualmente 13, ma con una media di 60 presenze annuali).

Il progetto nasce con l’obiettivo di trattare il tema delicato della violenza sulla donna, attraversando l’universo femminile nelle sue caratteristiche fisiche, psicologiche, sociali. Durante il percorso si alterneranno attività di stampo pratico a lezioni e discussioni teoriche; gli argomenti saranno proposti tramite lo studio della storia dell’arte e la visione delle opere artistiche, che diventeranno stimolo per riflessioni, e spunto per le opere prodotte in laboratorio come conclusione di ogni incontro. Saranno coinvolti degli storici dell’arte e degli esperti del campo, per approfondire gli argomenti trattati.

Le attività del progetto di arteterpia Le donne nell’arte

Il laboratorio avrà la durata di un anno (50 settimane) e sarà composto da tre incontri settimanali della durata di quattro ore. Il progetto sarà strutturato in tre fasi (la durata di ciascuna fase è riportata tra parentesi):

DONNE ARTISTE (3 mesi): nella prima fase del progetto sarà trattato il tema dell’universo femminile, attraverso lo studio della vita e delle opere prodotte dalle donne artiste più significative.

LE TRE ETÀ DELLA DONNAchi siamo, da dove veniamo, dove andiamo? (4 mesi): partendo dalla celebre opera di Gustav Klimt Le tre età della donna (1905), e attraverso lo studio e la visione di altre opere d’arte, si esamineranno e discuteranno tre momenti centrali della vita di una donna: infanzia, maternità, vecchiaia;

LA VIOLENZA SULLA DONNA (4 mesi): molte artiste e artisti in epoche e contesti diversi hanno condotto la propria ricerca e produzione artistica rappresentando la violenza subita dalle donne. Attraverso lo studio e la visione di opere che rappresentano questa tematica, saranno stimolate discussioni e riflessioni.

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Un orto giardino nel Carcere Minorile di Firenze

La Cura Verde  è un progetto di orticoltura sociale realizzato da Progress per i ragazzi del Carcere Minorile di Firenze ed avviato nell’Ottobre 2018.

Come nasce La Cura Verde

L’idea del progetto La cura Verde nasce nel corso del 2018, durante il laboratorio Arte e Natura, condotto da Franca Frigenti nel Carcere minorile di Firenze; le attività realizzate quest’anno hanno stimolato una nuova riflessione sui temi dell’ecologia, dell’ambiente e della sostenibilità che ha portato ad ampliare il programma artistico prendendo in considerazione l’area verde esistente all’interno dell’Istituto Penale per Minorile.

Pur essendo di ridotte dimensione, quest’area offre l’opportunità di svolgere attività di manutenzione e cura delle piante presenti, facendo gioco di squadra ed avendo chiari i ruoli di ogni partecipante, responsabilizzando chi lavora e coinvolgendo tutti nello scopo finale del laboratorio.

Un progetto incentrato sulla Volontà di FARE

Il FARE è un elemento che caratterizza il lavoro nell’orto o nel giardino, e ciò è importante perché nessuno può essere obbligato a piantare, annaffiare, potare, senza che la decisione di agire venga dalla persona stessa. Ciò significa che la volontà di fare pone la persona in un ruolo volutamente attivo: occuparsi di una pianta è un ribaltamento della condizione generale vissuta dai giovani detenuti.

Da questa analisi nasce la proposta di realizzazione di un piccolo orto urbano e di manutenzione del verde esistente, all’interno delle strutture dell’Istituto.

Le attività del progetto

Il progetto è finalizzato alla creazione di un orto con valenze estetiche, con specie di stagione, ma che possa poi essere a regime tutto l’anno ruotando le essenze vegetali. Partendo dal dissodamento del terreno e dalla sua correzione con ammendanti naturali, si procede alla semina ed al trapianto delle piantine e alla cotruzione di una compostiera per il riutilizzo delle derrate alimentari non consumate e dei residui di coltivazione, sfalci d’erba e potature.

Le varie specie orticole verranno poste a dimora in maniera “creativa”, come fossero piante ornamentali, accostandole per colore, portamento, volumi, seguendo l’estro dei ragazzi.

I ragazzi dell’Istituto sono guidati nei lavori dagli agronomi Domenico Pelini e Fabio Olmastroni.

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Fare formazione nelle Carceri Minorili: corso di Socio-Geografia

Il corso di socio-geografia visuale: sperimentare la differenza del mondo è un’attività pensata per fare formazione nelle carceri in modo coinvolgente e innovativo.
Il laboratorio, condotto da Renzo Rosati e Martina Crescenti, è parte del Progetto Arte-e: percorsi creativi, interazione culturale, e sarà attivo nel mese di agosto 2018 per i detenuti del Carcere Minorile di Firenze, IPM G.P Meucci.

Attività di formazione nelle Carceri: imparare la geografia con un approccio innovativo.

La geografia visuale è una nuova dimensione della geografia in cui si rivolge un’attenzione specifica ai supporti visuali. Da sempre la geografia ha utilizzato immagini fisse quali disegni, carte geografiche, fotografie e qualsiasi elaborato grafico per cogliere nuove informazioni sulla realtà. A questo si sono aggiunti negli anni altri prodotti visivi come film, documentari, serie televisive, spot pubblicitari e internet.
Anche la sociologia ha introdotto negli ultimi decenni l’analisi del supporto visuale, non più visto come solo strumento di archiviazione, ma come costruzione culturale della realtà. In particolare la sociologia visuale utilizza tecniche di stimolazione attraverso l’utilizzo di fotografie e video per creare esperienze di discussione e narrazione.

Basandoci su questi elementi, il corso ha il fine di introdurre i detenuti nell’esplorazione degli spazi e dei tempi delle realtà del mondo, a partire dalle conoscenze sulla geografia mondiale con la descrizione della carta geografica e delle curiosità attorno ad essa e con le comparazioni fra civiltà diverse (abitudini quotidiane, tipi di scuola, edifici, strade, street art, ecc). Il percorso è di tipo laboratoriale e intende creare una consapevolezza geografica e culturale del mondo e delle sue realtà complesse.

Struttura del corso di Socio-Geografia Visuale per il Carcere Minorile di Firenze

Il laboratorio prevede 4 incontri.

Gli argomenti specifici riguardanti il corso sono:

  • introduzione alla lettura della mappa geografica, storia della cartografia
  • il paesaggio naturale, il paesaggio antropizzato
  • la città: definizione e storia
  • la città contemporanea: metropoli, città globale, quartieri, sub culture, street art

Durante il corso si utilizzano:

  • carte e mappe geografiche
  • cartine stradali e piantine-modelli delle città
  • fotografie
  • video-documentari
  • disegni

Tutti gli incontri sono guidati dai due conduttori in un’aperta e continua discussione con i partecipanti, e una condivisione delle esperienze, conoscenze e curiosità personali, senza una struttura rigida e particolarmente prestabilita delle attività.

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Attività nelle Carceri e in Area Penale Attività per immigrati e stranieri

Laboratorio di Teatro per richiedenti asilo

Il Laboratorio di Teatro per richiedenti asilo La piccola accademia degli stupori è un progetto realizzato dalla compagnia Interazioni Elementari in collaborazione con Associazione Progress, promosso dal Centro di Giustizia Minorile di Firenze (C.G.M.).
Il laboratorio è parte del progetto Arte-e: percorsi creativi, interazione culturalepromosso dall’Associazione Progress nel 2017 e ancora attivo.

Il laboratorio ha avuto luogo nel corso del 2017 e ha coinvolto i ragazzi richiedenti asilo del CAS di Calenzano – Consorzio CO&SO e dei centri di accoglienza straordinaria di Oxfam – Firenze.

Durante il laboratorio i ragazzi hanno partecipato alla realizzazione dello spettacolo Tifone e altre storie di tempesta, liberamente tratto dall’opera Tifone di Joseph Conrad, diretto da Claudio Suzzi. Lo spettacolo ha avuto luogo nel luglio 2017, presso il Carcere Minorile di Firenze.

Un laboratorio teatrale per fare integrazione: un progetto in evoluzione

La La piccola accademia degli stupori vuole formare giovani ragazzi alle arti sceniche e performative con l’intento di creare nel tempo una Compagnia Teatrale Integrata, capace di accogliere persone di tutto il mondo, superando barriere legate alle condizioni di disagio sociale.
Dopo anni di esperienza nell’ambito del Teatro Sociale, la Compagnia Interazioni elementari intende dare la possibilità a ragazzi in condizione di difficoltà di esprimersi attraverso l’arte e il teatro.

 

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Un corso di arteterapia nel Carcere Minorile di firenze

Il corso di arteterapia del Carcere Minorile di Firenze è stato attivato nel 2005 all’interno del Progetto Arte e Naturaun laboratorio artistico permanente presente nell’Istituto dal 2002.

Il corso è condotto da Franca Frigenti, arteterapeuta e Maestra d’Arte e cofinanziato dalla Regione Toscana e dal Centro per la Giustizia Minorile (C.G.M) di Toscana e Umbria.

Arteterapia nelle carceri: comunicare le proprie emozioni con le immagini

Il corso di arteterapia del Carcere Minorile di Firenze è stato ideato per dare ai detenuti la possibilità di esprimersi attraverso le immagini, superando i limiti della comunicazione verbale, spesso dovuti anche a difficoltà linguistiche.
Il corso è stato attivato come attività sperimentale facoltativa, alla quale ha partecipato un crescente numero di ragazzi; nononostante le notevoli condizioni di disagio, la dimensione non verbale dell’arte ha permesso di esprimere con mezzi semplici ed adeguati importanti contenuti personali.

Una volta terminata la prima edizione del corso di Arte terapia, i partecipanti hanno mostrato evidenti progressi; in alcuni casi, ragazzi con comportamenti altamente disturbati hanno assunto comportamenti più consapevoli e sani.

Le attività condotte nel laboratorio artistico sembrano rispondere al bisogno dei giovani detenuti di migliorare il loro stato d’animo e rafforzare la loro identità e contribuiscono notevolmente alla socializzazione e al rispetto delle regole del gruppo.

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Laboratorio artistico nel Carcere Minorile di Firenze: Arte e Natura

Arte e Natura è un progetto attivo dal 2002 presso il Carcere Minorile di Firenze che prevede la gestione di un laboratorio artistico rivolto ai giovani detenuti dell’istituto.

Il progetto è condotto da Franca Frigenti, arteterapeuta e Maestra d’Arte, e cofinanziato dalla Regione Toscana e dal Centro per la Giustizia Minorile di Toscana e Umbria.

Un laboratorio colorato e accogliente all’interno del Carcere

Il laboratorio Arte e Natura è allestito all’interno dell’Istituto Penale Minorile, in uno spazio colorato e accogliente, ricco di  materiali, immagini e oggetti realizzati dai ragazzi.
L’idea è quella di un ambiente protettivo, dove i detenuti possano mettere in pratica quello che imparano ma anche esprimere il proprio stato d’animo in modo creativo e libero.

Lo spazio del laboratorio creativo Arte e Natura del Carcere Minorile di Firenze

dettaglio del laboratorio creativo Arte e Natura del Carcere Minorile di Firenze

Attività ricreative per i detenuti: pittura e artigianato

L’attività del laboratorio artistico prevede l’applicazione di diverse tecniche artigianali e pittoriche come la pittura ad olio o l’acquerello, il collage, la scultura e l’utilizzo di materiali e strumenti adeguati ma economici.

Tra gli oggetti prodotti dai ragazzi, vi sono decorazione di cornici, specchiere, quadri dipinti su legno e tela di piccole e grandi dimensioniLe opere realizzate nel corso degli anni sono state vendute alla Mostra dell’Artigianato di Firenze e in diversi mercatini della Città.

Dettaglio mani di un detenuto che crea una cornice nel laboratorio creativo Arte e Natura del Carcere Minorile di Firenze

Un progetto formativo e terapeutico per i detenuti del Carcere Minorile di Firenze

L’obiettivo del progetto è quello di creare un metodo di lavoro personale per ogni ragazzo, basato sull’osservazione dell’altro e di sé; il laboratorio vuole fornire una formazione di tipo pratico e offrire uno strumento di espressione; l’arte rappresenta infatti un linguaggio universale, capace di abbattere le numerose barriere, linguistiche e non, della comunicazione verbale.

Per approfondire la funzione terapeutica dell’arte, dal 2005 è stato creato un corso di arteterapia facoltativo all’interno del laboratorio, condotto da Franca Frigenti.