Artigianato e disabilità a Perugia: Progetto Duc In Altum

Artigianato e disabilità s’incontrano a Perugia in un laboratorio creativo e professionale dove si lavora, si progetta e si impara a stare insieme.

 

Duc in Altum è un progetto di artigianato e arteterapia per persone disabili, attivo a Perugia da Maggio 2018, promosso dalla Cooperativa Sociale RE.LEG.ART. in collaborazione con Associazione Progress.
Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e selezionato in seguito alla partecipazione al bando tematico settore “Volontoriato, Filantropia e Beneficenza”.

 

Artigianato di qualità prodotto da persone disabili

Il progetto, della durata di un anno, è rivolto ad un gruppo di dieci persone con diversi tipi di disabilità psicofisica.
Esso prevede un laboratorio artigianale e arte terapia dove si producono manufatti in pelle di qualità, di varie dimensioni e natura:  borse e pochette,  portachiavi e gioielli, accessori per la casa e per la persona, prodotti eleganti e curati in ogni singolo dettaglio.

 

Un laboratorio artigianale per apprendere competenze tecniche

Durante il laboratorio si apprendono tecniche professionali nell’ambito della lavorazione della pelle; il lavoro viene svolto seguendo l’applicazione di un metodo strutturato, una risorsa preziosa per favorire l’inserimento lavorativo dei partecipanti.

Il rigore e la precisione non tolgono però spazio alla creatività, al divertimento, al piacere di stare e lavorare insieme e a tutte quelle qualità essenziali alla serenità personale.

 

Integrare l’arteterapia per sviluppare capacità personali

Il progetto nasce con l’obiettivo di facilitare lo sviluppo di competenze di tipo trasversale; oltre a proporre un metodo professionale e uno spazio creativo, con Duc In Altum si vogliono potenziare le capacità espressive, relazionali e comunicative dei partecipanti, attraverso l’approccio arte terapeutico.

Integrando un percorso di arteterapia, si ha la possibilità di lavorare anche su aspetti personali di tipo emotivo, garantendo un intervento che sia valido e benefico a trecentosessanta gradi.

 

Silvia Macchioni dell’Associazione Progress è responsabile della parte di arteterapia del progetto.